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Un tè con Anna Stanhope

L’afternoon tea vittoriano oggi


Immaginate la regina Vittoria in compagnia della fidata Anne Stanhope, settima duchessa di Bedford, intente a conversare sul canapè con a lato un tavolino punteggiato da qualche ristoro e con due tazze della bevanda all’ultima moda.

Porcellane finissime riccamente decorate all’orientale, piccola pasticceria e qualche snack salato comodo per essere preso con le dita avvolte dai guanti in seta. E’ qui che tutto ha avuto inizio e seppur questa immagine sia oggi piuttosto lontana è innegabile come la cerimonia del tè all’inglese continui ancora a suscitare un certo fascino anche oltre i confini del Regno.

Salato in primis. Alcuni potrebbero storcere il naso, ma sandwich con cetriolo e menta o tramezzini integrali di salmone e crème fraîche non posso mancare per aprire il tè assieme ad un bicchiere di bollicine. Doveroso inoltre il pollo, da noi adagiato con salsa Cipriani e pinoli su un disco di brisè.

Seguono gli scones, piccoli panini dolci, qui nella variante con frutta secca da completare con confettura di fragole e panna montata a piacere dell’ospite; sono immancabili per il tè quasi quanto il panettone sulle nostre tavole a Natale a tal punto che in Inghilterra ci si accapiglia ancora se spalmare prima la confettura o la panna.


Chiude la main cake e qui ci si sbizzarrisce, ma attenzione, sempre consigliabile un dolce semplice come un bundt, le scenografiche ciambelle di origine tedesca diventate celebri nell’America del boom.

Ricordate però che il sovrano da celebrare è il tè e le portate sono suoi sudditi che gli vanno pertanto adeguate con lo scopo di esaltarne le caratteristiche: abbiamo scelto un classico Keemun, tè rosso cinese base della nota miscela English Breakfast e storicamente molto apprezzato in Occidente. Rigorosamente in foglia sfusa, il tè va preparato con calma e devozione per ottenere la migliore infusione.

Ed è la preparazione della bevanda uno dei momenti che più apprezziamo, quell’istante in cui l’acqua tocca il secco ed inizia la “danza delle foglie”, l’inizio dell’infusione e della trasfigurazione da acqua a tè. Ha un qualcosa di magico che vogliamo sempre mostrare e condividere con gli ospiti impiegando per l’infusione la teiera in vetro e lasciando le foglie libere di aprirsi. Sarà poi la teiera in ceramica ad accoglierlo e portarlo in tavola conservandolo a temperatura.

Questo è per noi l’ora del tè, un momento di piacere da vivere con gli amici attorno ad una tavola imbandita che strizza l’occhio al passato, ma capace di aggiornarsi ed essere attuale, un pomeriggio diverso per scoprire nuove ritualità antiche capaci di unire combinando Oriente ed Occidente, un’esperienza a tutto tondo in cui occhi, naso e palato sono coinvolti per condividere un ricordo e diventare il punto di partenza per esplorare nuovi orizzonti sul tè che è forse, fra le bevande note, la più sconosciuta.


Crediti
Fotografie
Diletta Nicosia
Teaps
Conforti
Teaps
Allestimento
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