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Un tè col Capitano

Il tè e i tè attraverso le diverse culture


Riallacciandoci al tema di tè come merce di scambio di cui vi abbiamo raccontato in occasione dei nostri teatime precedenti, con “Un tè col Capitano” vogliamo riflettere di questa natura commerciale del tè da un altro punto di vista: il tè non solo come bene di import-export, ma il tè come ambasciatore di costumi e stili di vita “stranieri” attraverso le diverse culture che ha incontrato e come sia le culture sia il tè abbiano saputo trasformarsi e fondersi assieme.

Il tè è un viaggiatore come il Capitano D’Albertis, la cui residenza-castello oggi Museo delle Culture del Mondo di Genova ci ospita per il nostro teatime. Un’ora del tè che vuole raccontare di questo carattere di sincretismo culturale parte integrante dell’identità del tè a partire già dalle diverse etimologie e fonetiche della parola tè che ci raccontano di come le diverse lingue e quindi le diverse culture ne sono entrate in contatto.

Infatti, il carattere cinese che identifica il tè, in mandarino ha una pronuncia vicina al suono cha. Questa è la radice comune della parola tè in molte lingue oltre al mandarino come il giapponese, l’hindi, il russo. Nella regione del Fujan il dialetto locale delle zone costiere pronuncia il carattere del tè in modo diverso: è appunto da questi porti che nel Seicento gli Europei iniziano ad importare il tè in Occidente ed è così che si mutua un diverso fonema che diviene la radice della parole tè in gran parte delle lingue europee.

Nel nostro teatime abbiamo così raccontato di come il tè si diffonde dalla Cina lungo i tracciati commerciali non imponendosi come straniero, ma sapendosi adattare andando incontro alle culture ospitanti fino ad integrarsi ed entrare nelle tradizioni locali anche in tempi recenti. Questo aspetto di melting-pot che è avvenuto attorno al tè è quindi il fil rounge di “Un tè col Capitano” a partire dall’allestimento che unisce dei centritavola floreali ad un collage tridimensionale: esattamente come il collage è l’accostamento di immagini e materiali diversi, così il tè si è mescolato a componenti eterogene e preesistenti generando un nuovo risultato.

Anche l’accompagnamento ha seguito la logica di combinare ingredienti e preparazioni appartenenti a tradizioni diverse: per il salato abbiamo unito la tradizione della cucina europea con ingredienti orientali proponendo un éclair con formaggio fresco ed alga nori, un vol-au-vent con con uova sode e kewpie, la versione giapponese della nostra maionese, e un bignè guarnito con hummus.

A seguire il must have del teatime: lo scone qui rivisitato aggiungendo all’impasto tè matcha e accompagnato da una confettura di frutti rossi. La main cake è stata tradotta in una monoporzione di frolla con crema pasticcera, fragole e crema di lithci

Scegliere il tè più adatto per accompagnarci lungo la storia di oggi non è stato immediato. La scelta è andata così a ricadere su un Sencha proprio per omaggiare quel carico pioneristico che nel 1607 nel porto di Macao viene imbarcato per la prima volta su una nave olandese con destinazione Amsterdam.   

Il Sencha è forse il tè oggi più diffuso e consumato in Giappone e, oltre ad essere bevuto come tè puro, costituisce la base di molti blends. Come da tradizione nipponica, è caratterizzato da un sapore erbaceo essendo interrotta l’ossidazione naturale delle foglie mediante cottura al vapore. Ci piace immaginare così sorpresi i palati dei primi europei che assaporarono per la prima volta in Europa questa bevanda esotica; stupiti e meravigliati forse come lo siamo ancora noi oggi davanti ad una tazza di verde.


Crediti
Fotografie Diletta Nicosia
Teacup-Milano
Conforti
Patisserie 918-Genova
Allestimento
Passepartout Emporio creativo-Genova
Location Castello D’Albertis Museo delle Culture del Mondo-Genova