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Un tè con Est e ovest

Il tè come melting-pot fra le tradizioni orientali ed occidentali


Nel 1607 a Macao un carico di tè verde viene imbarcato per la prima volta a bordo di una nave olandese con destinazione Amsterdam: questo viaggio segnerà il futuro di Oriente ed Occidente in maniera indelebile.

Quattro secoli dopo molto è cambiato, ma l’itinerario che seguono le foglie di tè non è tanto dissimile da quella partita pioneristica che sfidò i mercati europei in cerca di successo e che ha portato ad un sorprendente melting-pot culturale attorno a questa bevanda. E’ questo carattere che la nostra ora del tè vuole enfatizzare oggi sottolineando come il tè possa essere l’incontro fra tradizione orientale e costumi occidentali.

Dopo una tiepida accoglienza, nell’arco di qualche decennio il tè infuso raggiunge un grande successo in Europa stimolando l’importazione sia delle foglie lavorate sia degli accessori correlati. Flaconi da tè, tazze e teiere in porcellana bianca decorata in blu lasciano le botteghe cinesi per arrivare sulle tavole dell’aristocrazia europea divenendo componenti necessarie a consumare quella nascente cerimonia sociale di ristoro pomeridiano diffusa nei monasteri orientali. Attraversare mezzo mondo non lascia immutato il tè: l’Europa aggiunge lo zucchero per renderlo più affine ai palati occidentali e la cucina segue la moda affiancando a questa “nuova” bevanda la tradizione della pasticceria.

In questa atmosfera di incontro la nostra ora del tè è un autentico banco di scambio dove gli innesti fra le due culture diventano il fil rouge: il tradizionale afternoon tea anglosassone incontra i sapori orientali nella tazza e nel piatto. Fate i bagagli, si parte!

Iniziamo con il salato. Sandwiches si, ma dimenticate i tipici tramezzini da tè e pensate al Giappone: Tamago Sando, pane bianco, uova e kewpie, la maionese del Sol Levante; poi salmone ed alga Nori adagiati su pane integrale reinterpretano all’occidentale gli Onigirazu. Il tutto completato da coupelles di pasta fillo colme di besciamella con funghi Shiitake per celebrare uno dei pilastri della cucina occidentale e il fungo più impiegato nelle ricette orientali.

Nel dolce avviene un altro incontro che porta alla fusione fra il tè matcha, saldo emblema della tradizione giapponese ed i cupcakes, le note torte monoporzione tipiche dei Paesi anglosassoni. Il tè matcha si fa così ingrediente nelle preparazioni divenendo parte della base abbinata al frosting di mascarpone e vaniglia oppure caratterizza il frosting adagiato sulla base alla vaniglia completati con mirtilli rossi disidratati.

La main cake prosegue questo campo di incontro e scambio unendo ancora una volta preparazioni ed ingredienti fra loro lontani. Poche sono le torte che possono essere più british della Victoria Sponge: dedicata a Sua Maestà la regina Vittoria, è una torta soffice con panna e confettura di lamponi o fragole che va a braccetto sin dalla sua nascita con l’ora del tè. Oggi la portiamo in Oriente proponendo come farcia una marmellata di mandarini e scegliendo come ornamento crisantemi ed altri fiori eduli.

In questo panorama di scambio resta il tè ad essere il protagonista del nostro viaggio. Abbiamo scelto un Dong Ding, uno dei wulong più celebri di Taiwan che, oltre a sposarsi con i sapori proposti, ben si colloca in quest’atmosfera di incontro. I wulong, noti anche come tè blu, infatti sono tè che si collocano a metà fra i tè rossi-neri più invernali e tipicamente associati all’Occidente ed i tè verdi più estivi e tradizione indiscussa dell’Oriente.

L’infusione del Dong Ding è il climax: dopo un primo risciacquo per aprire le foglie appallottolate, inizia la lenta “danza” che porta a rivelare le foglie di camelia nella loro interezza ondeggiando nell’acqua che si tramuta in tè.

E’ così che vogliamo celebrare il tè, oggi letto come mezzo di incontro, confronto e scambio delle differenze intese come fonte di stimolo. L’ora del tè, un momento sociale ed edonistico, si fa volano di una riflessione sulla sua identità e sul suo lungo viaggio che l’ha portata ad essere quanto oggi è.


Crediti
Fotografie
Diletta Nicosia
Peter’s TeaHouse
Conforti
Teaps
Allestimento
Teaps