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Un tè con Coppedè

Un’archittura fantastica e onirica per raccontare il tè fra mito e leggenda


Ospiti di Casello Coppedè, la residenza genovese del noto architetto fiorentino, questo teatime è stato un’ora del tè che ci ha accompagnato verso il mondo del mito e della leggenda. E’ proprio l’atmosfera fantastica e onirica del castello che ci hanno ispirato del pensare questo appuntamento.

Ci siamo fatti condurre verso la dimensione del sogno partendo appunto dal linguaggio compositivo e dell’apparato decorativo tipici della produzione di Gino Coppedè celebre per la sua architettura iconica e immaginifica ispirata ad un mondo dai contorni fantastici.

E’ così che vi abbiamo accolto proponendovi una visita del parco del tutto speciale per introdurvi a l’atmosfera di “Un tè con Coppedè”. Iniziando dalla leggenda dell’imperatore mitologico Shen Nung e la scoperta del tè o dal racconto indiano delle palpebre del monaco Bodhidharma, siamo passati attraverso altre storie legate al tè come il Tie Guan Yin, il prezioso dono della “Ferrea dea della Pietà”, oppure del Genmaicha e la sanguinosa vicenda del samurai e del suo servo. 

E qui vi abbiamo lasciato in compagnia di Daniela Paola Rossi che ci ha fatto scoprire gli angoli più speciali del parco attraverso la sua performance teatrale. Prima la pagoda, poi il ninfeo ed infine attorno al bassin, Daniela ci ha traghettati non solo fisicamente tra i sentieri e il verde, ma spiritualmente verso un mondo fantastico. La sorpresa la abbiamo lasciata alla fine: accogliervi nel salone del castello allestito in una realtà da fiaba.

L’allestimento è stato pensato con un centrotavola etereo: una composizione di carta opalina che nasconde la fiamma di alcune candele con qualche punto di secco è posto al centro di una tavola bianca con piattini e coppette in vetro e posate d’argento.

Anche per l’accompagnamento abbiamo seguito l’immagine del sogno e chi portasse la testa un po’ fra le nuvole. Così abbiamo proposto per iniziare due fingers salati con base di sfoglia e spuma di tacchino o una crema di cannellini.

Come non poter proporre in questo appuntamento il dolce nuvola per eccellenza: la meringa. Abbiamo così pensato ad un assortimento variegato di piccole meringhe alla francese adagiate su un’alzatina in vetro.

Ad ultimo vi abbiamo coccolato con un dolce “sperimentale”, ispirato dalla fantasia dei nostri pasticceri un po’ sognatori. In forma di monoporzione, la main cake è stato un savarin di biancomangiare con gelè di tè e fiori eduli su base di frolla.

Per la scelta del tè ci siamo fatti guidare sia dai sapori dell’accompagnamento sia dalle diverse storie che punteggiano il mondo del tè. Secondo la tradizione, il tè rosso viene “inventato” in Cina come errore di lavorazione del tè verde. Siamo nel Seicento e un esercito in stanza nel Fujian sta interferendo con la normale produzione del tè verde di uno stabilimento. Le foglie raccolte restano inesorabilmente diversi giorni ad appassire. Per non perdere il raccolto, queste foglie ormai completamente ossidate vengono comunque lavorate ed essiccate: ecco che nasce il primo tè rosso che, sempre secondo la leggenda, fu il Zheng Shan Xiao Zhong, noto in occidente come Lapsang Souchong, il tè che appunto vi proponiamo nella sua forma tradizionale non affumicata per “Un tè con Coppede”.


Crediti
Fotografie Diletta Nicosia
Camellia-Torino
Conforti
Patisserie 918-Genova
Allestimento
Passepartout Emporio creativo-Genova
Performance Daniela Paola Rossi
Location Castello Coppedè-Genova