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Un tè con Paul Valéry

Un teatime artistico e letterario in una dimora storica ottocentesca


Il tè è un prodotto culturale, un gesto antropologico di trasformazione della natura; è, al contempo, anche fonte di cultura, una presenza profondamente radicata e parte fondante delle culture orientali.
Sin dalle prime testimonianze storiche si evince l’importante legame fra il tè e il modo delle arti e della letteratura unendosi prima con la meditazione e l’approccio filosofico del taoismo, il suo consumo si diffonde fra i monasteri per giungere poi alla corte imperiale, alle dimore aristocratiche e dunque alla cultura quotidiana.

E’ durante la dinastia Tang, periodo di relativa a pace e stabilità politica, che il tè si diffonde nei monasteri attraverso il buddhismo ed è proprio ad monaco dal temperamento creativo che dobbiamo la prima testimonianza scritta a noi pervenuta sul tè: Lu Yu scrive attorno al 760 d.C. il Chajing, letteralmente il “canone del tè”, un trattato/componimento che unisce aspetti pratici sulla preparazione del tè a poetiche mistiche, inaugurando un nuovo genere letterario che avrà molto successo nei secoli secessivi.

E’ con la dinastia Ming attorno al XIV secolo che il tè, ormai profondamente radicato nella cultura e nelle abitudini, si affranca dalla dimensione esclusivamente spirituale per entrare nella quotidianità anche della letteratura. Analogamente a quanto avverrà in Europa secoli dopo quando, dopo un tiepido entusiasmo di benvenuto, il tè inizierà a diffondersi dalle corti reali attraverso tutti i livelli sociali fino a diventare identitario di altre culture, lontane chilometri dal suo luogo di origine.

In Francia il tè arriva a corte come rimedio medicamentoso: il cardinale Mazzarino ne era intenso consumatore come sollievo per la gotta, mentre Luigi XIV era solito berne in importanti quantità come aiuto alla difficile digestione dei banchetti reali. Solo successivamente il tè diventerà una bevanda alla moda ed è proprio lo stesso Luigi XIV ad inviare i fratelli Mariage verso la Persia per stringere rapporti commerciali diretti con l’Oriente per l’acquisto delle preziose foglie cinesi.

Oggi siamo a Palazzo Montanaro, nella dimora storica ottocentesca nota per aver ospitato il poeta francese Paul Valéry che proprio qui, durante il temporale di una notte dell’autunno 1892, visse “la Nuit de Gênes”, notte di profondi turbamenti interiori e passaggio cruciale nella sua storia personale.

Partendo da qui abbiamo pensato ad un teatime letterario ponendo un’ora del tè “in piedi” così da poterci godere liberamente i diversi salotti sulle note di Debussy suonato al pianoforte fino a concludere il pomeriggio con la lettura di tre componimenti di Valéry a raccontare Genova e la sua poetica.

Attorno al centro tavola composto con fiori secchi, libri e teiere in argento, abbiamo disposto su diverse alzate croissants salati con due farce: cetriolo con formaggio fresco e uova con germogli di ravanello per proporre in chiave francese i tipici afternoon tea finger sandwiches inglesi.

A seguire macarons con nocciola o vaniglia, madeleines, chouxquettes con crema chantilly e per concludere tart au citron proposte in versione mini, più indicate per un tè in piedi.

È stata la passione francese per i tè profumati ad ispirarci nella scelta del tè. Dopo diversi assaggi, abbiamo selezionato un tè verde vietnamita profumano con i petali di ylang ylang.

I tè profumati vengono prodotti alternando le foglie di tè già lavorate a strati di petali la cui qualità è cruciale per il risultato. È appunto la vicinanza dei fiori a “profumare” naturalmente il tè senza l’aggiunta di aromi.
L’ylang ylang è una pianta originaria dell’Asia tropicale nota si dai tempi antichi per le sue proprietà rilassanti ampiamente utilizzato anche nella cosmetica.

Un tè con Paul Valéry” è il nostro primo teatime della stagione autunnale: una tazza di tè verde vietnamita profumato all’ylang ylang con l’immancabile accompagnamento di pasticceria francese ci hanno fatto apprezzare in modo del tutto straordinario i diversi salotti della dimora storica di Palazzo Montanaro per l’occasione allestita per un teatime in piedi.


Crediti
Fotografie Diletta Nicosia
Camellia-Torino
Conforti
Patisserie 918-Genova
Allestimento
Passepartout Emporio creativo-Genova
Location Palazzo Montanaro-Genova